Quando i brand prendono posizione: il video The Talk

Succede sempre più spesso che i brand prendano posizione, si schierino a favore (o contro) qualcosa o qualcuno, supportino istanze e movimenti.

Molto è stato fatto ad esempio in riferimento alla comunicazione di genere: pioniere è stato Dove, col suo concetto di #Realbeauty contro gli stereotipi di bellezza femminile in pubblicità; a seguire è arrivata P&G con i suoi #Shinestrong (Pantene) e #Likeagirl (Always), per affrontare rispettivamente la questione della leadership femminile e la perdita di fiducia delle adolescenti nelle loro capacità.

Sempre a firma P&G il video The Talk che circola da un paio di settimane, in cui si affronta in maniera molto delicata, dal punto di vista del rapporto genitori figli, l’argomento delle discriminazioni raziali (…niente a che vedere con lo spot Pepsi di qualche mese fa).

La domanda sorge spontanea: perché sempre più aziende vanno in questa direzione? Per essere notate? Ci vedono opportunità di business? Sicuramente.

Il successo di un’azienda si misura dal profitto che riesce a generare e questo profitto dipende da vari fattori, tra cui la sua immagine, ma soprattutto la sua reputazione e i consumatori preferiscono di gran lunga brand che prendono posizione, piuttosto che brand “senza sapore”.
Dopotutto i cibi insipidi non sono mai piaciuti a nessuno…

Se è più facile ottenere l’attenzione verso temi sensibili e importanti, sui quali è necessario fare educazione, (anche) grazie ai grossi budget pubblicitari e alle operazioni promozionali delle aziende, va bene così.
O almeno questa è la mia opinione; voi che ne pensate?

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