Lego® Serious Play®: risolvere i problemi giocando

Immaginate di sedervi attorno a un tavolo a giocare con i mattocini Lego® come quando eravate bambini (sì, esattamente quei Lego®) e, attraverso il gioco, risolvere problemi complessi, interagendo con colleghi, ma anche con perfetti sconosciuti, disposti, come voi, a giocare (e, perché no, anche a mettersi in gioco).
Questa, semplificando, la metodologia Lego® Serious Play®.

Wikipedia ci dice che si tratta di un “innovativo processo inventato a metà degli anni ’90, progettato per migliorare ed incrementare l’innovazione aziendale e le performance di business”.


Poco più di un mese fa ho avuto la fortuna di partecipare a uno dei workshop che si tengono in giro per l’Italia, dove l’amico Fabrizio Faraco, facilitatore certificato nella metodologia Lego® Serious Play®, ci ha guidati lungo un percorso alla fine del quale ogni gruppo ha prodotto soluzione concrete per risolvere i problemi dell’Italia (niente male, eh?).

Le regole su cui si basa la metodologia Lego® Serious Play® sono poche e semplici, ma non per questo meno efficaci (anzi, si tratta di principi così efficaci che dovrebbero essere universalmente validi):

  • Pensa prima di parlare
  • Ascolta
  • Collabora

La differenza tra il semplice giocare con i mattoncini e prendere parte a un workshop Lego® Serious Play® è che durante il gioco i mattoncini vengono usati per costruire modelli reali del mondo reale (avete tutti presente la pizzeria o il carretto del gelato di Lego® Friends, giusto? ;-)), mentre in occasione dei workshop i mattoncini servono per costruire modelli di concetti e idee.

I partecipanti vengono coinvolti dal trainer nella costruzione di modelli che rappresentano metaforicamente le loro sfide e i loro problemi (ma anche le loro aspirazioni), in ambiti diversi

  • Business Development (strategia, pianificazione, modeling, etc.)
  • People Development (coaching, recruiting, programmi di training, etc.)
  • Team Development (team building, leadership, etc.)

L’utilizzo dei mattoncini per la creazione di metafore rende più semplice la comprensione e quindi la soluzione di temi complessi. Inoltre i Lego® rappresentano un linguaggio comune, che ci pone tutti allo stesso livello, indipendentemente dalla nostra cultura, educazione o posizione; questo garantisce un maggiore engagement da parte di tutto il gruppo, perché ciascun partecipante può esporre le proprie idee e dare il proprio contributo senza sentirsi in alcun modo inibito.

Non penso di essere troppo azzardata affermando la metodologia Lego® Serious Play® incoraggia la democrazia, intesa come partecipazione di tutti e il risultato che si ottiene al termine del workshop è frutto dell’intelligenza collettiva dei membri del team.

Focalizzarsi sui mattoncini e non sulle persone facilita inoltre la discussione e la negoziazione, riducendo il peso dei conflitti personali (anche questo, aspetto da non sottovalutare…)


Costruzioni con i mattoncini Lego

È stato un pomeriggio molto interessante per la sottoscritta, mi sono divertita (sì, proprio divertita) e ho ritrovato concetti che ricorrono anche nel Design Thinking (metodologia che mi appassiona moltissimo e che sto approfondendo da un anno a questa parte), così come elementi e logiche di Gamification (utilizzo di dinamiche ed elementi legati al gioco in contesti non ludici – altra mia grande passione).

Ho rivolto qualche domanda a Fabrizio, che ha condotto moltissimi workshop, perché mi interessava capire se la giornata fosse stata particolarmente proficua grazie tema scelto, che ci tocca tutti da vicino, oppure se semplicemente fossi stata molto fortunata con i “compagni di gioco”:

In quali settori può essere impiegata la metodologia LSP?

Fabrizio: La metodologia LSP è una metodologia senza contenuto e quindi può essere usata in tutti i settori. vieni infatti utilizzata dal marketing alla gestione delle persone, dall'industria petrolifera al dialogo sociale. Ogni volta ci sia necessità di co-creare una soluzione ad un problema o a sviluppare la squadra per affrontare un tema LSP è una metodologia valida.

Quando l’utilizzo della metodologia LSP ha maggiori probabilità di successo?

Fabrizio: Quando gli attori del tema che si vuole affrontare sono tutti coinvolti e quando i contributi sono diversificati. LSP si focalizza sugli individui e non sul gruppo ed è quindi questo che lo rende così efficace. Inoltre favorendo il pensiero divergente è molto utile per recuperare soluzioni realizzate al margine

Esistono dei casi in cui i workshop non hanno successo? Perché?

Fabrizio: Come in tutte le metodologie alcune volte i risultati non sono in linea con le aspettative. Questo perché sono i partecipanti che fanno i risultati e se i partecipanti non vogliono c'è poco da fare. In particolare, però, LSP ha un tasso di insuccesso molto più basso di altre metodologie, perché è molto più difficile "barare" con le mani. Le mani dicono molto più di quello che razionalmente vogliamo dire. Inoltre nel percorso di certificazione ci viene insegnato come prevenire un atteggiamento negativo dei partecipanti e a prevenire le cause principali di fallimento di un workshop. Personalmente pur avendo fatti centinaia, non mi è ancora capitato un fallimento.

Durante il workshop abbiamo lavorato per creare l’Italia che vorremmo nel 2020. Indovinate?
Gruppi diversi hanno proposto le stesse idee… Se ce l’abbiamo fatta noi, mi chiedo perché non dovrebbero farcela i nostri politici. Anzi, mi chiedo cosa aspettino a ricorrere alla metodologia LSP…

 

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2 Commenti

  1. Grazie Stefania! Come sempre quello che dici mi convince. Non tanto perché sono parte di questo articolo, quanto per le tue considerazioni sull'esperienza che ne definiscono il valore meglio delle mie chiacchiere. Spero di averti ancora in un altro workshop, magari in parlamento? 😉

    • Perché no! 😉


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