Il segreto per fare Instant Marketing

Si chiama Instant Marketing o Real Time Marketing: si tratta di operazioni di comunicazione utilizzate dalle aziende per parlare ai potenziali clienti “qui” e “adesso”, cioè in tempo reale.

Ne ho già scritto in un altro post, ormai vecchio di quasi due anni. Nel frattempo ci si sono buttati più o meno tutti: per attrarre un utente sempre più distratto, strattonato a destra e a manca da chi vuole catturare la sua attenzione, le aziende si sono rese conto che uno dei modi più efficaci è inserirsi negli argomenti di cui già si parla: politica, sport, attualità... Che si tratti del nuovo film di Star Wars o dell’aggettivo “petaloso”, poco importa. Ciò che importa è esserci, far sentire la propria voce.
Il successo non è certo garantito, ma è più probabile che il messaggio venga notato.

Se però il numero di aziende che decide di realizzare operazioni di Instant Marketing cresce a vista d’occhio, ancora una volta ciò che prima funzionava perché era unico, diverso, non convenzionale, diventa a poco a poco convenzionale; allora non basta più un messaggio altamente creativo o just in time per superare il rumore di fondo. Serve altro.

Cosa, esattamente? In primis la costanza, che diventa il vero fattore critico di successo.

Occorre ricorrere all’Instant Marketing in maniera continuativa,  utilizzarlo come parte integrante della strategia di comunicazione aziendale, inserirsi più volte nelle conversazioni degli utenti, con messaggi diversi tra loro, ma sempre memorabili.
Serve inoltre una frequenza di messaggi piuttosto alta  per non perdere l’awareness conquistata con il messaggio precedente, ma anzi sfruttarla.

Ceres sembra averlo capito per prima; è riuscita a conquistarsi l’attenzione del pubblico a tal punto che la scorsa settimana un amico su FB chiedeva se l’azienda si fosse già “pronunciata” a proposito delle nuove Reazioni di Facebook (ndr non ho mai capito se l’abbia fatto oppure no).


Instant Marketing Ceres 1


Instant Marketing Ceres 2

Altri che ci stanno provando? Barilla, ad esempio.


Instant Marketing Barilla

L’ultimo consiglio che mi sento di dare è cercare di differenziarsi: se tutti cavalcano l’uscita del film Star Wars (incluso il Partito Democratico…), forse è meglio trovare un altro argomento “caldo” da sfruttare, così da emergere più facilmente.
Vorreste inserire il vostro spot in un break dove ce ne sono altri 100? Con grande probabilità no.
Allora perché volete realizzare un’operazione di Instant Marketing in una situazione altrettanto affollata?

Guardate, ad esempio, cosa si è inventata in Gran Bretagna la catena retail Aldi per farsi notare, mentre l’attenzione era tutta concentrata sul video di Natale 2015 di John Lewis.

Questo il video di John Lewis

qui sotto, invece, la risposta di Aldi

In un mondo che va veloce, le alternative per operazioni di Instant Marketing di certo non mancano.
Pensateci, la prossima volta che volete ricorrere a questo strumento…

Photo by Kaboompics.com

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2 Commenti

  1. Stefania che piacere trovarti e leggerti,
    quello che mi interessa prevalentemente dell'Instant Marketing è l'aspetto giuridico e legato ai diritti.
    In alcuni casi, anche quelli legati alle operazioni Star Wars, mi sembra che ci sia un abuso.
    Mi riferisco alle ultime operazioni legate all'uscita di Star Wars mi sono sembrate più vicine ad un co-branding dove una delle due parti (Star Wars) non era assolutamente a conoscenza.
    Cosa ne pensi?

    • Se diventi un argomento di conversazione rilevante, come nel caso di Star Wars, devi mettere in conto che altre aziende proveranno ad inserirsi della conversazione, per cercare di ottenere un po' di visibilità. Gli inglesi hanno addirittura una parola per indicare questo tipo di attività, piggybacking. Esistono gli estremi per fare causa a chi usa impropriamente un brand per operazioni di instant marketing? Probabilmente sì, confesso di non essere un'esperta in materia. Personalmente credo valga la pena di ricorrere a vie legali solo nel caso in cui il brand venga in qualche modo vituperato; altrimenti lascerei stare. Tutte queste operazioni di instant marketing, infatti, non fanno altro che portare extra visibilità al brand a cui si ispirano, che resta quindi, sempre e comunque, top of mind.
      Adesso sono io a chiedere a te cosa ne pensi... 🙂


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