Campioni del pulito

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Il guestpost di oggi è firmato da Benedetta Gargiulo, professionista della comunicazione e blogger.Piuttosto provocatorio, tratta un argomento di cui ho cominciato a scrivere anch'io (pensavo di metterlo online per la festa della mamma...) Buona lettura.

Si avvicinano le olimpiadi di Londra e iniziano a fiorire le operazioni di comunicazione delle aziende. C'è uno spot in particolare che mi ha colpito, perché non parla di sudore, muscoli, concentrazione e voglia di vincere, per metterci sopra il logo dell'azienda. O meglio, si trattano questi argomenti, ma non come ci si aspetterebbe. Ve lo faccio vedere:

http://youtu.be/wl4kYaFBfz8

No, vi prego, non vi fate distrarre dal vostro buon cuore. Smettetela di piangere. Smettetela ho detto! Okay, è tutto molto commovente, la regia è molto accurata, sbocciano i sentimenti, si pensa alla propria mamma e chi è mamma pensa a se stessa. E in effetti anch'io in quanto madre ho pensato a me stessa, e mi sono subito ridimensionata. Questo spot ha avuto in me il potere di far risuonare una sola parola: "paraculo". Stefania, che oggi ha il coraggio di ospitarmi e per questo la ringrazio, ha già osservato con intelligenza il fenomeno del "Non c'entro un cazzo, ma non importa", secondo il quale molte aziende sono state presenti al Salone del mobile di Milano pur non avendo niente a che vedere con il mobile. La vetrina è ghiotta: tutti ti guardano, e allora perché non fare delle cose a caso per dire "Hei, ma c'ero anch'io!" Sapete quale azienda è l'artefice di questo spot virale (e di una gremitissima fan page su facebook)? Quale azienda mi parla di sport e di mamme alla vigilia delle olimpiadi di Londra? La Procter & Gamble. Che per chi non lo sapesse è come dire Ace, Dash, Mastro Lindo, Ariel, Fairy, Swiffer, Bolt, Febreze, Viakal, Lenor, Camai, Olaz, Head&Shoulder, Pantene, Infasil, Wella, Max Factor, Vicks, AZ, Kukident, Oral B, Fluocaril, Parogencyl. Ora, che cosa c'entrano tutti questi prodotti con le olimpiadi? Un accidenti di niente. Aggiungerei anche che nemmeno l'istituzione della mamma c'entra niente con le olimpiadi. Non più del padre o del nonno, o del bravo maestro di ginnastica che avevi alle elementari. Però l'occasione per la P&G era troppo ghiotta. Milioni di spettatori nel mondo che seguono l'evento sportivo. Milioni di consumatori. Come non esserci? Attenzione adesso: non è mica sbagliato pianificare la comunicazione quando l'attenzione del target è più alta. Per me puoi pure pubblicizzare anche crocchette per gatti al caviale, se vuoi. Magari potremmo discutere sulla reale visibilità della tua comunicazione in mezzo a centinaia di altre. Magari potrei dire che forse facevi meglio a scegliere un momento meno affollato (e più economico) per farti vedere. Magari non è sempre una scelta furba quella di mettersi a gridare quando anche tutti gli altri gridano. Ma a parte questo, la cosa su cui sindaco (e anche con una certa arroganza, lo ammetto) è che se scegli di fare comunicazione in occasione di un evento come le olimpiadi, devi fare di tutto per essere notato e ricordato. Ma qui, in questo spot, il marchio dov'è? Alla fine. Bravi, lo so che siete stati attenti. Ma non parlavo della posizione. Parlavo della forza di imprimersi nella memoria. Il video a oggi conta 14.299 condivisioni in una settimana solo su facebook. Pensate a cosa significa in termini di visualizzazioni. Io mi chiedo quanti di noi abbiano colto la presenza di P&G (e degli altri marchi) e l'abbiano realmente registrata e associata all'evento sportivo. E quanti invece si siano commossi e abbiano pensato alla loro mamma e abbiano provato un intenso desiderio di mandarle dei fiori e poi abbiano anche registrato il fatto che tra poco ci saranno le olimpiadi. Alla fine di questo spot, l'informazione che rimane è che le mamme sono importanti per gli atleti (che poi chissà se è vero). E poi cos'altro rimane? Che ci sono una serie di aziende che sostengono le mamme. Ma perché? Questo è chiedere troppo a un consumatore ancora impegnato ad asciugarsi le lacrime. Puntare sull'emozione in creatività può essere molto pericoloso, perché se non sei veramente pertinente e non sei centrale rispetto all'emozione che susciti, rischi di venire completamente cancellato. Questo video continuerà a circolare su facebook e tutti lo vedranno. Tutti si ricorderanno che adesso iniziano le olimpiadi, molti si ricorderanno di avere una madre, ma quanti si accorgeranno della presenza di P&G? Se volete approfondire invece la questione sul perché proprio le madri siano al centro delle attenzioni di P&G, vi invito a leggere il seguito su Donne in ritardo.

Benedetta Gargiulo