Le pubblicità che mi piacciono: l'esempio Surfrider Foundation

ocean.jpg

Mi piacciono le comunicazioni intelligenti, le creatività memorabili perché innovative o ricche di humour. Mi annoiano i messaggi banali e detesto le pubblicità che usano il corpo delle donne per vendere qualunque cosa, dai posti nave ai condizionatori (come ho già avuto modo di scrivere nel numero 36 di Subvertising); rifuggo le comunicazioni che non hanno un pensiero dietro, limitandosi alla provocazione gratuita o nascondendosi dietro pseudo campagne sociali (non so se avete presente la pubblicità di Fraco Mina, per esempio…). Basta poco per farsi notare e rendere un brand memorabile, senza dover ricorrere a scorciatoie. Questa per esempio è la pubblicità della Surfrider Foundation e il messaggio non poteva essere più chiaro (soprattutto per gli amani della cucina giapponese): la plastica gettata negli oceani sta entrando nella catena alimentare, in quello che mangiamo ogni giorno. Fa impressione, vero?