"Dadvertising" alla riscossa

Dove-Dadvertising.jpg

Oggi negli Stati Uniti si festeggia il Father’s Day (più o meno la nostra Festa del Papà), e per l’occasione il brand Dove ha realizzato un emozionante video che mostra il ruolo fondamentale del papà nella vita di ogni bambino: http://youtu.be/7Jpb2_YdxYM

Dove è famoso per le sue comunicazioni emozionali e in un certo senso non convenzionali: dal 2004 promuove infatti a livello globale una campagna per la Bellezza Autentica,  con lo scopo di superare i canoni di bellezza imposti dai media e dalla società (come ho già avuto modo di scrivere tempo fa).

Questa volta ha deciso toccare un tema diverso, ma non per questo meno importante: secondo una ricerca americana, il 75% dei padri tra i 25 e i 54 anni si sente responsabile del benessere emotivo dei figli, ma solo il 20% vede questo ruolo rappresentato sui media. Purtroppo è (quasi) sempre la madre a prendersi il palcoscenico. In USA come in Italia (e sospetto un po’ ovunque nel mondo).

Altre aziende in passato si sono cimentate nel dadvertising, anche se si è trattato di episodi sporadici, legati ad occasioni particolari, soprattutto alla Festa del Papà. Questi alcuni dei video che mi sono piaciuti di più:

VW Polo

http://youtu.be/0Ku5MW-Ks4w

Extra http://youtu.be/dxZu-6jewL4

Oral B http://youtu.be/GcRT5jUQNcQ

In Italia ci ha provato Iodosan Influmed a fine 2012 (ne ho scritto qua) e poi mi sembra nessun altro (ma potrei sbagliarmi – anzi, vorrei sbagliarmi).

Se davvero, come disse Annamaria Testa, la pubblicità non scopre né anticipa niente di nuovo, semplicemente amplifica i mondi che corrispondono al sentore comune, è arrivato il momento mandare in onda più pubblicità di questo tipo. Non solo in occasione della Festa del Papà e non esclusivamente da parte di Dove. Voi che ne dite?