La principale regola della netiquette

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Il 2014 è stato l’anno in cui i social media strategist, specialist, manager che dir si voglia si sono moltiplicati a dismisura. Gente che nella vita faceva tutt’altro, che improvvisamente ha scoperto il web e l’ha visto come la nuova miniera d’oro, la luce in fondo al tunnel della crisi, decidendo così di buttarvisi a capofitto.Non ci credete? Fatevi un giro su LinkedIn e poi ne riparliamo… Quello che però in molti sembrano non aver capito è la principale regola della cosiddetta netiquette, che altro non è se non la buona educazione applicata al web.

C’è un’immagine che gira da tempo sui social, che a mio avviso racchiude la regola fondamentale per il funzionamento delle relazioni in rete:

Human-to-Human-H2H-Marketing-in-the-digital-age I mercati sono conversazioni, come scriveva qualcuno (tanto) tempo fa, il web è un luogo fatto di persone che conversano ininterrottamente. E le conversazioni avvengono tra umani, perché vogliamo parlare con nostri simili, non con robot o peggio con individui o aziende che ci bombardano di messaggi promozionali a senso unico. Fin qui siamo tutti d’accordo, credo. L’abbiamo sentito tante volte e anche noi spesso ci siamo fatti “portavoce del verbo”. Non mi spiego allora perché alcuni si ostinino a mandare messaggi automatici di risposta su Twitter appena contraccambi il follow, oppure ti chiedono il contatto su LinkedIn per poi inviarti una mail in cui si autopromuovono, come nella migliore delle televendite (Mastrota docet).

Va bene lavorare sull’awareness, sul branding o sul personal branding, ma ricordiamoci sempre di “restare umani”. Gli strumenti a disposizione per facilitare il lavoro del Social Media Manager (Hootsuite, Sprout Social, etc) servono, appunto, per rendere il suo lavoro più semplice in termini di programmazione dei post, gestione delle risposte, etc. Non hanno l’obiettivo di renderlo un robot.

Vorreste ricevere da una persona che vi interessa e di cui volete approfondire la conoscenza un feedback freddo, standard e automatico? Sicuramente no. E allora evitate di farlo anche voi. Guadagnerete in umanità (e di questi tempi, credetemi, non è poco). Le relazioni “human to human”, infatti, si costruiscono giorno dopo giorno attraverso il confronto e il dialogo. Online esattamente come succede offline. Vorreste come amico qualcuno che passa il tempo a parlare di sé, di quanto è bravo, buono e bello, un amico che non vi chiede mai come state, ignora le vostre domande e preferisce di gran lunga i (suoi) monologhi ai dialoghi? Probabilmente no. E allora pensateci la prossima volta che impostate una risposta automatica per voi o per la vostra azienda, oppure che investite in una comunicazione unidirezionale, che non lascia possibilità di replica. Ma soprattutto state attenti se qualcuno vi suggerisce di farlo.

Photo credits: Alejandro Escamilla